Mettiamo a disposizione tempo, cuore e vita per ridare una Speranza ad una società triste e smarrita.
Il tema della “giornata per la vita” di quest’anno “educare alla pienezza della vita”si innesta nella quotidianità del nostro servizio alle giovani ospitate nella nostra comunità: giovani lontane dalla famiglia, prive della famiglia, costrette ad esserne allontanate.
Infatti l’impegno primario dell’ACISJF è la promozione delle giovani generazioni attraverso progetti personalizzati di cui ascolto, impegno educativo, prevenzione, recupero, integrazione e promozione sono i pilastri.
L’invito a riflettere sul compito urgente dell’educazione (Benedetto XVI) è quanto mai attuale e stimolante e ci porta di conseguenza a collaborare con tutti coloro che sentono come primario l’impegno educativo Solo la testimonianza di una chiesa in rete con tutti coloro che mettono al centro la persona umana può portare al mondo un messaggio positivo.
Per educare alla pienezza della vita occorre avere un’intensa spiritualità capace di farci immergere nella realtà concreta.
Sarà pertanto sempre più necessario che i cristiani si lascino interpellare dalla cultura del nostro tempo, dalle provocazioni, dalle contraddizioni, dalle attese degli uomini, sempre in dialogo con loro e con la capacità di seminare e proporre anche valori alternativi con delle relazione autentiche.
Nel nostro caso cerchiamo di aiutare giovani adolescenti a superare momenti difficili restituendo loro fiducia e coraggio: coraggio di esistere, di andare avanti, di non lasciarsi sgomentare dalla realtà, sia pure gravosa. In questo modo cerchiamo di attivare dei progetti di sostegno alla vita individuali e differenziati a seconda dell’età, finalizzati alla maggiore autonomia negli atti della vita quotidiana e alla promozione integrale della persona.
Operare nel campo educativo, nella cura alla persona, ci ha offerto l’occasione di riflettere e di intervenire non solo sul bisogno ma anche sulle cause che lo producono. Attraverso l’ascolto attivo, si aiutano le persone a diventare protagoniste e artefici della loro crescita.
Come educatori non possiamo cancellare la sofferenza, ma possiamo intervenire attraverso la relazione con l’altro per dare un senso alla sofferenza stessa.
Pur accettando i tempi lunghi, ci sembra di poter osservare una valutazione positiva della nostra esperienza perché si evidenzia nelle giovani un recupero di immagine di sé e di autostima.
Le motivazioni di fede, che sono alla base delle nostre scelte illuminano tutte le scelte profondamente umane assumendole. In questo modo crediamo si possa realizzare una unità profonda tra evangelizzazione, carità e promozione umana.
Siamo fortemente convinte che l’uomo è al centro di tutte le strutture: istituzioni, leggi, iniziative devono essere in funzione della promozione delle persone.
La certezza di lavorare per progetti che ci superano e che sono, per noi, garantiti dalla presenza di Cristo, ci offre come volontariato cristiano il dono della profezia e della Speranza e della continua ripresa contro ogni scoraggiamento.
Un progetto pedagogico cristiano con una accoglienza incondizionata deve operare sempre in modo da restituire ad ogni persona il diritto a godere della propria vita e a esprimerne il valore.
L’operare insieme dei nostri gruppi e delle Associazioni, così diverse le une dalle altre, ma tutte così necessarie e direi indispensabili nella loro varietà, saprà essere un segno di “Amore” e di crescita per tutta la nostra Comunità. Mettiamoci dunque in cammino ed al lavoro con tutti: al credente nulla è estraneo, nessuna vita inutile e senza bisogno di Amore.
E’ necessario però che in questa nostra realtà sappiamo cogliere le priorità e le urgenze su cui operare creando quell’ “osservatorio” che ci permetterà di essere presenti proprio dove la vita è più trascurata ed indifesa. Saremo così profeti per un mondo nuovo, se sapremo dare risposte vere e concrete ai bisogni emergenti di tanti nostri fratelli.
Tutto è dono e nulla può essere riservato per noi.
Parma, 12.01.201
La Presidente
(Anna Maria Baiocchi) |